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12/05/2011

MMT: la ripresa diventa un miraggio

I dati del mercato italiano delle macchine movimento terra e da cantiere del primo trimestre 2011
confermano il protrarsi e l'aggravarsi della crisi in cui versa il settore.
Infatti, i dati 2011 confrontati con il primo trimestre 2010 mostrano una ulteriore flessione: - 14.3%.
Se si considera che nel periodo 2007-2010 la domanda complessiva di macchine era crollata del
55%, si ha l'esatta dimensione delle difficoltà che le aziende del settore stanno affrontando.
Tre anni di contrazione consecutiva comportano pesantissime ripercussioni su tutti i componenti
della filiera, in particolare sulle aziende direttamente coinvolte nella distribuzione di questi prodotti
nel mercato interno.
Il trend di aprile non si discosta molto da quello dei primi mesi dell'anno. Se proiettiamo questo
andamento al secondo trimestre 2011, la situazione diventa ancora più negativa.
Nel secondo trimestre 2010, infatti, "l'incentivazione Tremonti" aveva stimolato la domanda di
macchine, creando un piccolo volano di opportunità che le Aziende del settore avevano colto.
In mancanza di elementi strutturali che migliorino le cose, la situazione in essere non può che
peggiorare ulteriormente, portando questo mercato, già in affanno, su livelli che nessuna impresa
è in grado di sopportare.
Nel primo trimestre 2011 sono state complessivamente vendute in Italia 2.236 macchine
movimento terra e da cantiere (escluse dal totale le macchine per la pavimentazione stradale quali
rulli e vibrofinitrici) contro le 2.610 del 2010 con una flessione totale del 14,3%.
”E' una situazione drammatica" afferma l’Ing Amedeo Esposito, Presidente di Cantiermacchine,
"che richiede provvedimenti urgenti e forti per evitare ulteriori negative ripercussioni su un settore
già da tempo duramente colpito".
"Porteremo questi numeri sul Tavolo di crisi del settore aperto nelle scorse settimane dal Ministero
dello sviluppo economico, confidando che nella loro gravità, possano contribuire ad attivare più
velocemente decisioni che contribuiscano al rilancio del settore".
"Saldo dei pagamenti dovuti alle imprese dalla Pubblica Amministrazione per i lavori eseguiti,
Rilancio delle opere pubbliche e infrastrutture a cominciare dai lavori già finanziati e velocemente
accantierabili, Semplificazione normativa e amministrativa sono le priorità, tra le proposte Ascomac
Cantiermacchine, presentate al Ministero".
"Adesso", conclude l'Ing. Esposito, "è il momento di agire rapidamente e noi, come Associazione,
siamo pronti a dare tutto il nostro contributo".

“Ormai possiamo parlare di anomalia italiana,” – afferma Enrico Santini, presidente di Unacea . “In quasi tutta Europa è iniziata la primavera con la Germania che nel primo trimestre fa un balzo in avanti di oltre il 100% e altri grandi mercati come la Francia e il Regno Unito che crescono rispettivamente con percentuali del 50 e del 37%. Il nostro paese invece rimane in pieno inverno. Ci salviamo solo grazie alle quote di export mondiali che sono in ripresa e contribuiscono riattivare, purtroppo solo parzialmente, la produzione.” Tra le macchine movimento terra particolarmente accentuata è la caduta delle vendite dei mezzi di piccole dimensioni (–17% per i miniescavatori; –22% per le minipale compatte) e delle terne (-36% complessivamente), mentre le macchine stradali (rulli e vibrofinitrici) flettono del 42%.

“Abbiamo bisogno di un segnale dal governo per uscire fuori dalle secche della recessione”, – aggiunge Franco Invernizzi (New Holland Construction – Fiat Industrial), vicepresidente di Unacea. “La convocazione presso il Ministero dello sviluppo economico del Tavolo delle macchine per costruzioni è stato un primo passo che abbiamo giudicato molto positivamente. Adesso però abbiamo bisogno di alcune misure specifiche per il comparto. Molte di queste sono a costo zero per le finanze pubbliche e potrebbero essere varate immediatamente. Pensiamo a provvedimenti di tutela dell’ambiente che migliorino anche l’efficienza e la sicurezza nei cantieri. Ad esempio un premio in punteggio negli appalti per le imprese edili che eseguono i lavori con mezzi messi in commercio da meno di 3 anni; il divieto di utilizzo negli appalti pubblici di macchine più vecchie di 10 anni, o di 6 anni nei centri cittadini; la verifica all’atto di inizio lavori della rispondenza delle macchine con quelle dichiarate.”

“La lunga crisi del settore – aggiunge Enrico Prandini (Komatsu Utiliy Europe), vicepresidente di Unacea – sta rendendo ancora più dannose le distorsioni prodotte sul mercato dall’importazione di macchine non conformi, pericolose per la sicurezza dei lavoratori e dannose per l’ambiente. Ai produttori italiani ed europei si richiede il rispetto rigoroso di tutte le moltissime norme per la costruzione delle macchine, tuttavia si consente che sul mercato siano presenti mezzi non conformi. In questo modo non si permette alle imprese di rientrare degli investimenti effettuati in ricerca e sviluppo. A nostro giudizio tale problema deve esser risolto con una vera politica di sorveglianza di mercato e anche con l’istituzione di un’anagrafe dove vengano registrate obbligatoriamente le macchine per costruzioni immesse sul mercato.”



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