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11/07/2011

Talenti italiani under 40

Il premio, alla sua prima edizione, è promosso dall'Associazione Italiana di Architettura e Critica (AIAC) presieduta da Luigi Prestinenza Puglisi.

Circa settanta le candidature, provenienti da tutta Italia e giudicate da un grande professionista in veste di unico giurato: Renzo Piano. La Fondazione Renzo Piano ha selezionato il vincitore della prima edizione  Lo studio IOTTI + PAVARANI ARCHITETTI di Reggio Emilia , (www.iotti-pavarani.com), con il progetto Domus Technica, è stato insignito del primo premio
L’iniziativa, promossa dall'Associazione Italiana di Architettura e Critica diretta da Luigi Prestinenza Puglisi, ha raccolto circa settanta candidature vagliate da un unico speciale giurato: Renzo Piano. Circa settanta le candidature, provenienti da tutta Italia, vagliate, osservate e giudicate da un grande professionista in veste di unico giurato: Renzo Piano. Completata a Brescello (Reggio Emilia) nel 2010, la Domus Technica, Centro di Formazione Avanzata dell'azienda emiliana Immergas, è stata concepita come un "laboratorio" dove toccare con
mano i risultati della ricerca e della produzione di tecnologie legate allo sfruttamento di risorse rinnovabili. Il complesso ospita, infatti, sale didattiche e dimostrative dedicate alla formazione e all’aggiornamento di tecnici e professionisti sia sulle tecnologie di impianto e installazione legate alle produzioni core business, sia sulle tecnologie alternative di nuova generazione (quali il solare e il fotovoltaico).
L'edificio si articola su due livelli. Quello principale, al piano terra, ospita un ampio atrio, aperto sul paesaggio circostante, le quattro sale dimostrative (alta potenza, nuove tecnologie, solare e fotovoltaico) e una centrale tecnologica (ambiente destinato allo "stoccaggio dell'energia", posto al centro dell'atrio quale cuore del funzionamento della macchina "domus technica"). Al primo piano una sala adibita agli incontri si apre verso la terrazza, "paesaggio artificiale" in cui
si alternano parti pavimentate e parti a tetto verde con giaciture inclinate, nelle quali sono integrati i pannelli solari e fotovoltaici.
La parte in elevazione dell'edificio, traslucida e compatta, appoggia su uno zoccolo scuro e pesante rivestito in lamiera di zinco, che si radica l’edificio al terreno. Tale volume traslucido vuole richiamare la vocazione industriale del contesto, e al tempo stesso riscattarla con un’immagine innovativa ed evocativa. Il rivestimento in lastre di U-glass reagisce infatti in modo sempre diverso alle condizioni di luce e atmosferiche, acquisendo, a seconda delle ore del giorno e dello scorrere delle stagioni, un carattere diafano e inconsistente o, viceversa,
solido e materico. La sera, un sistema di illuminazione - alimentato interamente grazie alla produzione elettrica ottenuta dai pannelli fotovoltaici trasforma l'edificio in un corpo di luce. L’edificio, realizzato in classe “A”, è energeticamente autosufficiente. Le apparecchiature installate nelle quattro sale dimostrative del piano terra producono, sfruttando varie tecnologie,
fluidi primari caldi e freddi totalmente recuperati, stoccati e riutilizzati per soddisfare i fabbisogni energetici dell'intero edificio, nonché per contribuire a quelli dell'edificio per uffici esistente.
Il 24 maggio 2011, Domus Technica era stata già insignita del Premio Nazionale di Architettura ANCE IN/ARCH IV edizione per un’opera progettata da un giovane progettista (under 40). Riconoscimento che, inserito nella lunga tradizione dei Premi IN/ARCH lanciati nel 1962, promuove "il valore dell'opera costruita intesa come esito della partecipazione di soggetti diversi: dal committente agli imprenditori, ai produttori di componenti, ai progettisti".
 
 


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